Nel quartiere del Firriato di S. Michele, a pochi metri dalla omonima chiesa di "S. Michele", fu eretta nel 1550 dalla Confraternita di S. Michele, la poderosa costruzione della "Torre Campanaria della Chiesa di S. Michele".
La poderosa costruzione della "Torre Campanaria" si presenta con la forma di un parallelepipedo, con base quadrata, e dalla superficie rifinita da cocci a vista, priva di finestre, tranne una sul lato meridionale.
Le sue caratteristiche fanno pensare ad un'opera di difesa, con i suoi muri spessi più di due metri, simili a quelle delle coave opere di fortificazioni di (Porta S. Salvatore, Porta S. Calogero, bastioni di S. Margherita e di S. Agata, e le mura di Vega) che furono costruiti a Sciacca al tempo di Carlo V (sec. XVI) quando la città era minaccia, dal pericolo di sbarchi dei Turchi, e da incursioni di pirati barbareschi.
Si dice infatti che la "Torre Campanaria" originariamente, fu innalzata proprio per l'avvistamento, di eventuale incursioni nella città, e come tale fu usata durante la (Seconda Guerra Mondiale), in seguito la Torre fu utilizzata come campanile.
L'ipotesi confermerebbe che li fu collocata la più grande campana che fu fusa nel (1587), 37 anni dopo che la torre fu innalzata, si notare infatti che i supporti di muri che tengono la grande campana, hanno tutte le caratteristiche di una costruzione artificiale.
In cima alla torre si trovano tre campane la maggiore, è un opera di Natale Garbato che la realizzò nel 1587, e pesa circa 1800 chili. Sulla campana oltre alla data venne riportata una scritta la quale dice ( Piangono i morti, respingo i fulmini, chiamo i vivi)
Ai piedi della Torre campanaria, sul lato sud - est, in via Gallo si trovano delle abitazioni, all'interno di grotte di cui origini risalgono a tanto tempo fa.
Il luogo è raggiungibile attraversando la scalinata che fiancheggia l'antica chiesa di S. Michele, detta via Pietre Cadute, da dove e possibile raggiungere il cortile Grotte dove ci sono altre abitazioni scavate in parte nelle roccia, sulla quale si affacciano le finestre di una casa dell'età catalana, nella quale sull'architrave di pietra fu incisa la date 1559 e la sigla I H S (Jesus Hominum Salvator).
La casa apparteneva alla famiglia Grisafi che si trova all'interno del omonimo cortile, al quale si accede attraversando un portale ad arco.