Scatta l’orario estivo per il personale comunale

comune sciacca infiorato

Gli uffici del Comune di Sciacca da oggi e fino a settembre non saranno aperti il pomeriggio del lunedì. È entrato, infatti, in vigore il nuovo orario estivo per il personale comunale che si protrarrà fino a settembre (primo giorno di rientro sarà lunedì 21 settembre).

Secondo la circolare emanata dal dirigente del I Settore Affari Generali Michele Todaro, l’apertura al pubblico dei vari uffici comunali avverrà nei seguenti orari:

-         Uffici Demografici (Stato Civile, Leva, Anagrafe ed Elettorale) dalle ore 08.30 alle 12.30 (da lunedì a venerdì);

-         Protocollo e Biblioteca dalle ore 08.00 alle 13.30 (da lunedì a venerdì);

-         Uffici Comunali (Amministrativi, Tecnici, Contabili) dalle ore 10.00 alle 12.30 (lunedì, mercoledì e venerdì).

Terme di Sciacca, il sindaco Di Paola al presidente della Regione Crocetta: “Convochi subito l’assemblea dei soci e si decida”

terme di sciacca

“Come socio di maggioranza, come autorità istituzionale e politica, faccia convocare nel più breve tempo possibile l’assemblea dei soci che finalmente decida, dia certezze e porti a conclusione l’iter, concordato e condiviso, con un perentorio cronoprogramma. Anche se ormai la stagione è compromessa”. È la richiesta che il sindaco Fabrizio Di Paola ha formulato in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta. La nota è stata trasmessa, tra gli altri, anche ai parlamentari del territorio, agli assessori regionali all’Economia e al Turismo, al presidente dell’Anci Sicilia, al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Prendo atto che a oggi le Terme di Sciacca sono ancora chiuse. E questo nonostante le rassicurazioni che ho avuto nel corso dell’incontro nel suo ufficio, a Palermo, lo scorso 26 maggio – dice il sindaco Fabrizio Di Paola al presidente Rosario Crocetta –. Ricordo che si era personalmente impegnato ad aprire lo stabilimento e l’albergo per la stagione estiva. E che non mi sarei più dovuto preoccupare. L’impegno, il personale impegno del Presidente della Regione Siciliana e non di un burocrate qualsiasi, non ha finora sortito alcun risultato. L’unico risultato è la chiusura, l’abbandono, il degrado. La città di Sciacca si sente ingannata, il territorio si sente ingannato da un’istituzione sempre più assente, distratta, confusa, incapace di dare soluzione ai piccoli e grandi problemi. La Regione Siciliana ha in mano le sorti delle nostre Terme, essendone l’ente proprietario. L’assemblea dei soci – con la Regione socio di maggioranza – è stata solo in grado di ratificare, con la sciagurata delibera dello scorso marzo, la chiusura di ogni attività termale. Non ha fatto altro. Vista oggi, alla luce di quello che è avvenuto, dell’immobilismo che ho registrato, quella delibera è stata una condanna a morte. Perché da allora, nulla si è mosso. Solo il Comune di Sciacca, ha spinto, si è attivato, ha destato l’attenzione, si è impegnato a elaborare un piano con soluzioni-ponte. E grazie a questa instancabile attività si è arrivati all’incontro del 26 maggio durante il quale, le ricordo, aveva accettato il piano elaborato dal Comune e, in mia presenza, si era messo in contatto con dirigenti e funzionari dell’apparato burocratico regionale per avviare l’iter che portasse alla riattivazione delle Terme di Sciacca. Tutto, a oggi, è in un vicolo cieco: l’Asp che avrebbe dovuto prendersi in gestione provvisoria lo stabilimento delle Terme aspetterebbe l’avallo della Regione. Anche il commissario liquidatore è in attesa di un cenno della Regione per convocare l’assemblea dei soci ed emanare il mini bando per la gestione temporanea da parte di un privato del Grand Hotel. Tutto ciò è davvero paradossale. Mi sono rivolto con fiducia alla massima carica dell’Istituzione regionale, ho ottenuto un impegno solenne a cui ad oggi non è seguito nulla. Non c’è un iter avviato, non ci sono uffici impegnati, non si è prodotto un atto. Niente. Ho solo notizia di un sopralluogo dei vertici dell’Asp”.

“Le chiedo, allora, – conclude il sindaco Fabrizio Di Paola, rivolgendosi sempre al Presidente della Regione Rosario Crocetta – di riprendere in mano la situazione per non trasformare le Terme di Sciacca in emblema di immobilismo, inefficienza, fallimento. Come socio di maggioranza, come autorità istituzionale e politica, faccia convocare nel più breve tempo possibile l’assemblea dei soci che finalmente decida, dia certezze e porti a conclusione l’iter, concordato e condiviso, con un perentorio cronoprogramma. Anche se ormai la stagione è compromessa”.

Pesca, tappa a Sciacca delle “Nuove rotte: blue economy”: incontro in Sala Blasco

marina porto

Il rapporto annuale 2014 sulla pesca e sull’acquacoltura in Sicilia relativo al 2014 e altri progetti. Saranno presentati nel corso di un incontro che si terrà domani, venerdì 3 luglio 2015, nella Sala Blasco del Palazzo Municipale di Sciacca.

L’iniziativa, denominata “Nuove rotte: blue economy – Roadshow filiera Ittica Siciliana”, è organizzata dal Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo con il concorso e il patrocinio di diversi enti tra cui il Comune di Sciacca.

L’incontro sarà aperto alle 9,30 con gli interventi programmati del sindaco Fabrizio Di Paola, del dirigente generale del dipartimento regionale della Pesca Mediterranea Dario Cartabellotta, del presidente del Distretto Produttivo della Pesca – Cosvap Giovanni Tumbiolo e del commissario straordinario dell’Istituto Regionale per il Credito e la Cooperazione Antonio Carullo.

Visiona il  PROGRAMMA del Road Show Filiera Ittica 

Giunta vara Piano di Interventi ARO Rifiuti. Proposta di delibera sarà trasmessa al Consiglio comunale per l’approvazione

cantieri di servizio

La Giunta comunale ha approvato la proposta di delibera che sarà trasmessa al Consiglio comunale relativa al Piano di Intervento per l’organizzazione del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti nel territorio dell’Aro (Ambito di Raccolta Ottimale) del Comune di Sciacca. È quanto rendono noto il sindaco Fabrizio Di Paola e l’assessore all’Ecologia Gaetano Cognata.

“Si tratta – dichiarano – di un cambiamento radicale e vantaggioso nella gestione dei rifiuti rispetto al vecchio sistema degli Ato. Il nuovo Piano Aro, fatto su misura per la città di Sciacca, prevede non solo risparmi ma soprattutto l’inclusione per la prima volta di servizi nuovi come la scerbatura dell’intero territorio e la pulizia delle spiagge, con innegabili benefici per i cittadini e la città sotto il profilo dell’efficienza, della pulizia, del decoro e dell’immagine”.

La Giunta comunale si è riunita nella tarda mattinata di ieri. La proposta di delibera, che sarà inviata al Consiglio comunale per l’approvazione di competenza dopo l’acquisizione del parere da parte del Collegio dei revisori dei conti, contiene 13 elaborati: relazione illustrativa, analisi del sistema di conferimento degli Rsu, piano finanziario, bando di gara, disciplinare di gara, capitolato speciale di appalto (schema-base), inquadramento territoriale, planimetria dell’area di raccolta dei rifiuti, planimetria dell’area di spazzamento, planimetria pulizia spiaggia, area di raccolta tipo, planimetria aree interessate dal servizio di raccolta Rsu, relazione sul sistema di gestione del servizio”.

Il Piano, così come elaborato dal VI Settore Ecologia e Impianti, è stato illustrato in ogni suo aspetto nel corso dell’incontro pubblico che si è tenuto in Sala Blasco lo scorso 18 giugno.

Il servizio di spazzamento, raccolta e smaltimento dei rifiuti – è previsto nel piano di intervento, dopo le conclusioni a cui è giunto il gruppo intersettoriale istituito dal sindaco – sarà affidato a una impresa esterna specializzata mediante gara d’appalto ad evidenza pubblica. Nella delibera vengono motivate le ragioni della decisione: “La modalità di gestione con affidamento a operatore esterno – si legge tra l’altro – rappresenta la scelta più idonea e conveniente per la collettività, sotto il profilo dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità”. Una scelta scaturita da alcune considerazioni del gruppo intersettoriale riportate nel corpo della proposta di delibera e illustrate in 14 punti, tra cui: “La convenienza economica, determinata da fattori quali il ribasso d’asta, l’accorpamento dei servizi accessori attualmente gestiti in economia, le migliorie  proposte dalle ditte partecipanti ecc.”; “Necessità di giustificare il ricorso a una forma di gestione in house che va contro il principio (comunitario) della libera concorrenza, stante che allo stato attuale non sussistono ragioni che precluderebbero il raggiungimento dell’interesse pubblico qualora si adottassero le procedure a evidenza pubblica”; “Difficoltà di conseguire un effettivo ‘controllo analogo’, nel caso di affidamento in house, stante l’attuale esigua disponibilità di risorse umane”.