Il Palazzo Steripinto

Il Palazzo Steripinto

È un edificio monumentale che non puoi fare a meno di notare. Giungendo alla fine di Corso Vittorio Emanuele, al civico 213, nell’antico quartiere di Mezzo, ti fermi e ti meravigli.

Il suo prospetto principale costruito con bugne di pietra a punta di diamante lo rende unico, a Sciacca e oltre.

L’effetto decorativo è spettacolare e cambia a ogni ora del giorno. Il movimento del sole, con la sua luce che gira attorno a ogni bugna, determina il suo sempre diverso e luccicante chiaroscuro. Di bugne e semibugne ne sono state incastonate 1300, elementi che hanno reso famoso questo palazzo di civile abitazione.

Ma qual è il suo stile architettonico?

Lo storico Salvatore Cantone evidenzia la fusione di “elementi strutturali e morfologici tardo gotici catalani e rinascimentali di origine italiana” che fanno “di questo insigne monumento saccense uno dei più interessanti esempi di arte plateresca in Sicilia”.

La parola Steripinto viene da steri che significa palazzo fortificato e pictum che si può tradurre in ornato. Le bugne, nel loro insieme, formano una corazza con pietre appuntite. E l’architettura, nella sua composizione, con il portale, con le tre bifore gotiche del piano nobile superiore, i merli a coronamento, rende tutto molto armonioso ed elegante.

L’edificio fu eretto nel 1501 da Antonio Noceto, nipote del botanico Gerardo Noceto, come si legge nell’architrave del portale d’ingresso. Lo stemma sui capitelli delle colonnine delle bifore, dice Salvatore Cantone, è della famiglia Noceto. Quello posto al centro della lunetta posta sopra il portale è invece dei Lucchesi Palli a cui l’edificio passò successivamente in proprietà per via di matrimonio.

Lo Steripinto si inserisce in una tradizione architettonica illustre. Tra gli esempi più noti di edifici costruiti con la tecnica delle bugne a punta di diamante figurano il Palazzo Sanuti-Bevilacqua a Bologna, il Palazzo dei Diamanti a Ferrara, la chiesa del Gesù Nuovo a Napoli, la casa Ciambra (o Giudecca) a Trapani.

 

Raimondo Moncada

 

Fonti

Salvatore Cantone, Sciacca Terme

Pellegrino Mortillaro, Guida ai monumenti di Sciacca

Angela Scandaliato e Giuseppe Cattano, Lo Steripinto 

Ultimo aggiornamento

11 Maggio 2026, 14:36

 
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