Vincenza Bellotto, simbolo del dramma dell’emigrazione

Vincenza Bellotto, nativa di Sciacca, è una delle 146 vittime del rogo che il 25 marzo 1911 devastò la Triangle Waist Company di New York, una fabbrica di camicette dove lavoravano centinaia di giovani donne immigrate, provenienti in gran parte dall’Italia e dalla Russia. Delle 146 vittime, 129 erano donne, di cui 38 italiane e 27 siciliane.

Vincenza era nata il 27 agosto 1895, figlia di Antonio, macellaio, e di Benedetta Raso. La famiglia abitava in via Spada, nel centro storico di Sciacca. A quattordici anni, nel 1910, emigrò in America a bordo della nave Perugia, salpata da Palermo. Giunse a New York l’11 giugno di quell’anno e andò a vivere con lo zio materno Ignazio Raso.

 

Un anno dopo trovò impiego come operaia-capo al nono piano della Triangle Waist Company, allora considerata una delle più importanti fabbriche tessili di New York. Le condizioni di lavoro erano disumane: le operaie – quasi tutte ragazze immigrate adolescenti, italiane e russe –lavoravano dodici ore al giorno in ambienti affollati, tra macchine da cucire e indumenti accatastati. La fabbrica era situata in un edificio di Manhattan, a poca distanza dai quartieri degli immigrati.

Il 25 marzo 1911, poco più di un anno dopo il suo arrivo, Vincenza rimase intrappolata nell’edificio allo scoppiare dell’incendio e vi morì. Aveva quindici anni.

Come riportato dal New York Times dell’epoca, il riconoscimento dei suoi resti fu possibile grazie al tacco di una scarpa, precedentemente riparato da un calzolaio. Fu identificata dallo zio Ignazio Raso due giorni dopo la tragedia. La madre, il fratello e la sorella rimasti in Sicilia ricevettero dal Consolato italiano un indennizzo; allo zio furono rimborsate le spese funerarie. I resti di Vincenza riposano all’Holy Name Cemetery di New York.

L’incendio della Triangle Waist Company viene spesso evocato in occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, come simbolo delle lotte per la sicurezza sul lavoro e per l’emancipazione femminile.

La storia di quell’incendio e delle sue vittime è stata raccontata nel libro Camicette Bianche di Ester Rizzo, divenuto anche un musical per la regia di Marco Savatteri.

Il 5 marzo 2015 una lapide commemorativa in ricordo di Vincenza Bellotto è stata apposta in via Spada, per iniziativa di FIDAPA e del Comune di Sciacca. L’11 ottobre 2023 Washington ha inaugurato il Triangle Fire Memorial, monumento dedicato a tutte le vittime dell’incendio.

Nell’aprile 2014 l’associazione Toponomastica Femminile, con sede a Roma, aveva lanciato un appello a tutte le amministrazioni dei comuni italiani da cui le vittime erano partite, chiedendo di intitolare loro luoghi pubblici. In risposta a quell’appello – e accogliendo anche la proposta avanzata nel febbraio 2026 dal Liceo Scientifico Enrico Fermi di Sciacca – la Giunta comunale di Sciacca ha deliberato, con atto n. 58 del 9 aprile 2026, l’intitolazione a Vincenza Bellotto della rotatoria di via Cansalamone. Un atto che onora il sacrificio di una giovane emigrata saccense, simbolo del dramma dell’emigrazione e della dignità del lavoro.

 

Raimondo Moncada

 

FONTI

Ester Rizzo, autrice del libro Camicette Bianche (Navarra Editore)

Scheda biografica Liceo Fermi di Sciacca.

Silvana Salerno, ricercatrice ENEA

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Ultimo aggiornamento

8 Maggio 2026, 08:35

 
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