Terme di Sciacca

 

Sciacca, luogo di salute e benessere. La città è legata alle sue terme, da sempre, con il suo bacino idrotermale considerato tra i più grandi e ricchi d’Europa. E anche tra quelli che hanno una lunga storia da raccontare.

“Il territorio termale di Sciacca è sicuramente uno dei più antichi di Sicilia ed è stato profondamente caratterizzato dalle terme sin dalle sue origini”. Lo afferma lo storico ed esperto di termalismo Giuseppe Verde nella sua pubblicazione Antiche Terme di Sicilia del 2019.

In età greca, il sito è stato denominato con il toponimo di Terme Selinuntine; nel periodo romano Aquas Labodes. La statio romana viene datata tra il 348 e il 350. “Costituì – prosegue Giuseppe Verde – la prima organizzazione socio-economica del territorio di Sciacca con la presenza di un edificio governativo e di una guarnigione militare a presidio di un territorio che forniva servizi termali e di alloggio”.

Il territorio termale – spiega ancora Giuseppe Verde – è delimitato da due torrenti: ad est dal Carabollace e a ovest dal Carrozza. Quest’ultimo “scorrendo nella Valle dei Bagni raccoglieva fino al secolo scorso l’Acqua Sulfurea, l’Acqua Ferrata, l’Acqua delle Palme e l’Acqua Santa, mentre più distante si trova ancora oggi il pozzo da cui viene captata l’Acqua dei Molinelli”. Il torrente Carabollace attraversa l’area rurale di Locogrande “con resti dell’insediamento del V secolo a.C. che, per la tipologia e la datazione dei reperti studiati, potrebbero essere in rapporto con i fuggiaschi della distrutta Selinunte”. Verde menziona Strabone che dà un breve cenno alle acque calde e salate di Thermai Selinuntiai, identificabili con il sito di Locogrande.

Un territorio quello di Sciacca caratterizzato anche dalla presenza delle altrettanto antiche, mitologiche e curative grotte vaporose con temperature e gradi di umidità elevatissimi sul monte Cronio, un fenomeno eccezionalmente raro in tutto il mondo. Proveniente da Calcedonia, tra la fine del V e l’inizio del VI secolo d.C., in una delle grotte visse san Calogero. All’interno di altre grotte più interne sono stati trovati resti di presenze umane preistoriche.

Oggi le terme sono costituite dall’antico stabilimento della Valle dei Bagni (con le sue storiche sorgenti), dallo stabilimento per le cure sudatorie su monte Cronio o monte San Calogero, dall’elegante stabilimento delle Nuove Terme (con annesso parco e albergo) costruito negli anni Trenta del Novecento sopra la rupe di Cammordino e con lo sconfinato paesaggio marino davanti a sé dove nel 1831 si verificò il fenomeno vulcanico che diede origine per qualche mese all’isola Ferdinandea, la celebre isola che non c’è contesa dalle superpotenze di allora. Fenomeni che sono stati studiati nel tempo da scienziati e viaggiatori attirati dalla loro straordinarietà come nel 1766 quando il francese Jean Houel per primo le raffigurò descrivendo e testimoniando dopo averne fatto diretta esperienza: “Questi bagni godono di grande fama, tanto da esser frequentati da paesi molto lontani”.

Monte Cronio

A metà del 1500 ne scrive nella sua Storia di Sicilia il frate domenicano nativo di Sciacca Tommaso Fazello, considerato uno dei padri fondatori della topografia storica e dell’archeologia. E ne scrive salendo a piedi dalla Valle dei Bagni fino in cima a Monte Cronio descrivendo tutto quello che incontra. Nella moderna traduzione del testo latino a cura di Antonino De Rosalia e Gianfranco Nuzzo, Fazello scrive:

“Gli antichi hanno tramandato che in Sicilia furono due le città chiamate Terme: una, presso la costa del mar Tirreno, sopra le rovine della distrutta città di Imera da cui prese nome, l’altra, lungo la costa del mare Libico, ed è quella che ora stiamo descrivendo. Questa è situata, come ho già detto, alle falde del monte, il quale ha in esse, non solo perché si trova vicino al mare ma anche perché in esso si protende, molte grotte nelle quali abbonda di fanghi sulfurei, sale, fuochi e acque calde. Da lì si diffonde per tutta l’estensione del monte un fortissimo fetore di zolfo, proveniente da sbocchi di fiamma e di acque calde. Queste, raccoltesi insieme naturalmente, formano bagni molto ben strutturati, in nulla inferiori a quelli di Baia. E siccome i bagni di questo monte si annoverano tra le meraviglie della natura, ritengo che non si deve tralasciare affatto di parlarne, anzi bisogna trattarne con ordine. Quando tu sali dal mare sul monte, incontri, a un tiro di fionda, quattro corsi d’acqua poco distanti l’uno dall’altro che hanno forze proprie e distinte ed escono da certi canali naturali sotterranei. È la loro composizione sulfurea che produce bagni caldi per natura, molto salutari per effetto delle misteriose forze della natura. Noi le chiamiamo Terme. Da esse è derivato alla città il nome e, con il loro uso, un grande prestigio. Sono queste le acque che prima del sorgere di questa città si chiamavano Acque Selinuntine, perché sgorgavano presso la riviera di Selino”.

Sciacca e le sue terme, una storia di fascino e di misteri.

 

Raimondo Moncada

 

FONTI

Giuseppe Verde, Antiche Terme di Sicilia

Tommaso Fazello, Storia di Sicilia

Cantone, Cassar, Ambrosetti, Zinna, Sciacca

Ultimo aggiornamento

25 Maggio 2026, 11:02

 
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