La Chiesa Madre

Due chiese in una, quella antica, originaria, e quella nuova. Due chiese, una dentro l’altra. È la Chiesa Madre di Sciacca, nel 1991 elevata a Basilica e dedicata a Maria Santissima del Soccorso, patrona della città. Si trova nel centro storico di Sciacca, in piazza Don Minzoni – già piazza Duomo – attraversata nel suo fianco meridionale da Corso Vittorio Emanuele, in un contesto urbanistico e architettonico di grande pregio.
La chiesa attuale fu costruita a più riprese, e mai ultimata, su disegno dell’abate saccense don Michele Blasco, religioso, ma anche architetto e pittore, a metà del Seicento. Gli ultimi interventi risalgono alla fine del 1800. La nuova costruzione fu resa necessaria dalle condizioni strutturali dell’antica madrice normanna che minacciava crolli. L’antica madrice era stata eretta dalla contessa Giulietta nel 1100 e dedicata a Santa Maria Maddalena, dichiarata protettrice di Sciacca e assunta come stemma della parrocchia e fino al 1860 anche della città.
L’ultimo grande evento che si svolse nella vecchia chiesa fu il voto che la città di Sciacca fece a Maria Santissima del Soccorso nel 1626 per la liberazione della peste.
La nuova chiesa ingloba le absidi dell’antica che danno su piazza Vincenzo Farina ed è incompleta: il prospetto principale è mancante a destra della torre campanaria. “L’odierno edificio – descrive lo storico Francesco Cassar – manifesta all’esterno una composta classicità barocca” mentre ha “un solenne interno neoclassico a tre navate tipico della prima metà dell’Ottocento siciliano”.

Sull’arco sovrastante la porta centrale è collocata la statua marmorea di Santa Maria Maddalena. Sulle altre due porte laterali, sempre della facciata principale, sono altre due statue raffiguranti San Paolo (a destra) e San Pietro (a sinistra). Agli ingressi delle navate laterali si trovano San Calogero, sul lato di Corso Vittorio Emanuele, e San Giovanni Battista sul lato opposto. Tutte provenienti dall’antica “Maddalena”, sono di scuola gaginesca. Secondo gli storici Alberto Scaturro e Francesco Cassar sono riconducibili ai figli di Antonello Gagini, Antonio e Giandomenico.
La statua della Madonna del Soccorso, scolpita nel 1503 da Giuliano Mancino e Bartolomeo Birrittaro, è collocata nella nicchia sopra l’altare maggiore; fu portata nel 1861 dalla chiesa di Sant’Agostino. Esce in processione il 2 febbraio e il 15 agosto di ogni anno.
Gli affreschi della volta della navata centrale sono opera di Tommaso Rossi, figlio e allievo del più illustre Mariano Rossi, e raffigurano scene dell’Apocalisse, la Trasfigurazione e la gloria del Cielo; e nei dieci riquadri laterali scene della vita di Santa Maria Maddalena.
L’edificio – ci ricorda Pellegrino Mortillaro – ha sempre avuto un posto di rilievo nel tessuto urbano, sia da un punto di vista religioso sia da quello amministrativo: qui per secoli si riunirono i Giurati e l’Assemblea cittadina.
Raimondo Moncada
FONTI: Alberto Scaturro, La Chiesa Madre di Sciacca e il culto della Madonna del Soccorso; Andrea Falanga, La Devozione alla Madonna del Soccorso; Francesco Cassar, Storia di Sciacca vol. I; Pellegrino Mortillaro, Guida ai monumenti di Sciacca
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Ultimo aggiornamento
5 Giugno 2026, 06:45
Comune di Sciacca