Il Castello Luna

Un castello medievale. Anche Sciacca ce l’ha, imponente, nella sua parte alta, nel quartiere di San Michele. È il Castello Nuovo, detto dei Luna, dal cognome di una nobile famiglia che ne entrò in seguito in possesso.
La sua presenza è testimonianza di una storia antica e dell’importanza della città.
Venne fatto costruire nel 1380, e non dai Luna, a duecento metri dal vecchio castello dei Perollo. L’edificazione si deve a Guglielmo Peralta, conte di Caltabellotta, uno dei quattro vicari del regno di Sicilia dopo la morte, nel 1377 del re Federico III. Il castello passò ai Luna a seguito delle nozze di Margherita Peralta, nipote di Guglielmo, con il conte Artale di Luna, catalano, zio di re Martino. Fu il sovrano a spingere per questa unione per ragioni di interesse. Scrive lo storico Ignazio Scaturro che si trattava di “assicurarsi la casa Peralta, che era di altissima condizione e possedeva gran parte del regno”). Un matrimonio forzato, conferma lo storico Pellegrino Mortillaro, che sarà all’origine del famoso “Caso di Sciacca”.
Il castello sorge sulla viva roccia nel perimetro delle antiche mura e si scorge subito, nella sua solenne monumentalità, entrando in città dalla parte orientale. Simbolo di potere, domina la città tutt’intorno, l’abitato che scende a mare, la costa, la vallata, e guarda la vetta di monte Kronio.
Rimase integro fino al 13 giugno 1740, quando fu danneggiato da scosse sismiche. Subì ulteriori rovine un secolo dopo, il 27 ottobre nel 1855, tanto da costringere le autorità alla demolizione di tutte parti pericolanti.

Era composto da quattro parti: la cinta con frequenti feritoie, il palazzo comitale, la torre cilindrica e il mastio (la torre maestra, quadrangolare, crollata assieme ad altre parti del castello).
L’ingresso, munito di ponte levatoio, era situato a nord.
Lo storico Salvatore Cantone lo definisce “uno dei più interessanti esempi di architettura civile e militare del ‘300 esistenti in Sicilia” e per la sua posizione dominante rappresenta “un elemento ornamentale insopprimibile del panorama della nostra città a cui conferisce lustro e decoro, e una fisionomia inconfondibile”.
Raimondo Moncada
FONTI
Ignazio Scaturro, Storia della città di Sciacca
Salvatore Cantone, guida turistica Sciacca Terme
Pellegrino Mortillaro, Guida ai Monumenti di Sciacca
Ultimo aggiornamento
19 Ottobre 2026, 09:43
Comune di Sciacca