Il porto di Sciacca

Il porto è per Sciacca la sua identità, la sua porta nel Mediterraneo, nel mondo. La città si sviluppa dal suo porto, e attraverso un dedalo di caratteristici vicoli e vicoletti sale dalla Marina, fino alla grande terrazza di piazza Scandaliato dove si apprezza la meraviglia dell’intero paesaggio del mare; e poi riprende a salire fino in cima al quartiere di San Michele da dove si ammira l’estensione del litorale saccense con al centro proprio il suo porto, una presenza naturale e storica.
L’antico porto è attestata nei pressi della Rupe di San Paolo già intorno al XII secolo e nel XVII secolo è indicato come uno dei principali approdi dell’isola grazie alla presenza del caricatore, struttura per lo stoccaggio e il trasporto sulle navi del frumento.

È una infrastruttura fondamentale di un settore trainante dell’economia di Sciacca con i suoi pescherecci – appartenenti a una dele flotte più grandi della Sicilia – che vi trovano riparo dopo aver consegnato il carico di buon pesce.
È luogo di lavoro, ma anche di attrazione turistica, di passeggio, di meditazione, con il suo variopinto paesaggio in cui si fondono la vita di un popoloso quartiere con le sue case colorate costruite una sulle spalle dell’altra a guadagnarsi una fetta di suggestiva visione; le imbarcazioni che riempiono i moli, con i pescatori che continuano a lavorare per sistemare la strumentazione di bordo o riparare reti per la prossima pesca; il mare, con le sue cangianti tonalità, il suo umore stagionale, il suo potente odore e la sua voce onnipresente; i gabbiani che segnano con infinite traiettorie il cielo e i loro stridii.

Un mondo, con una sua anima, che ha modellato il tessuto urbano, sociale, culturale, produttivo. Dal porto si riforniscono di pesce fresco innumerevoli attività di vendita al dettaglio e di ristorazione (in tutta l’area portuale, nel resto della città e oltre il suo territorio) ed è fonte di un indotto che comprende imprese ittico-conserviere che commercializzano in diversi paesi del mondo confezioni di sarde e filetti di acciughe.
La pesca e la salagione del pesce azzurro di Sciacca sono due beni inseriti nel REI, Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia della Regione Siciliana. La città è inserita nel Reimar (Registro delle Identità della Pesca Mediterranea e dei Borghi Marinari) e il suo porto fa parte del sistema dell’Autorità Portuale del Mare della Sicilia Occidentale.
Storia, culto, tradizioni. Ogni anno la Marina celebra la festa del protettore San Pietro con la Sagra del Mare che unisce momenti di devozione con altri di intrattenimento popolare.

La Marina è inoltre legata al moto di gratitudine nei confronti di Maria Santissima del Soccorso, protettrice della città, liberata dalla peste che nel 1600 colpì la Sicilia. Ogni anno il 2 febbraio e il 15 agosto un centinaio di pescatori a piedi scalzi portano a spalla la sua statua per le vie del centro storico. A un pescatore, Alberto Maniscalco, si deve la scoperta nel 1875 del prezioso corallo di Sciacca, nell’area dove sorse l’isola Ferdinandea, un corallo fossile, un unicum in tutto il mondo che da un secolo è materia prima di abili corallari che lo lavorano e lo trasformano in preziosi e ricercati gioielli.
Armatori e pescatori sono rappresentati dalle cooperative “Fra’ Pescatori”, “Madonna del Soccorso” e “San Paolo Consulting”. In Via Gaie di Garaffe, piazza Marinai d’Italia, c’è l’edificio che ospita la Guardia Costiera con l’Ufficio Circondariale Marittimo della Capitaneria di Porto. Lungo la banchina del molo di Ponente si sviluppa il porticciolo turistico dove sono attraccati natanti da diporto e dove si trovano le sedi, una di seguito all’altra, della Lega Navale e del circolo nautico “Il corallo”.

Il paesaggio urbano è impreziosito da spazi decorati con la ceramica artistica di Sciacca: la scala cosiddetta a “zig zag” che collega Vicolo Grande II Caricatore e via Cristoforo Colombo; e la scalinata di vicolo Consiglio nella precedente sede della Lega Navale che sale tra via Porto e via Caricatore. Nella banchina San Paolo, nei pressi della Rocca Regina troviamo inoltre la statua dedicata al poeta del mare Vincenzo Licata scolpita da Filippo Prestia e alla fine del vecchio molo di Levante la statua della Madonna del Soccorso, collocata nel 1996 con uno sguardo protettivo rivolto al porto e all’intera città.
Raimondo Moncada
Ultimo aggiornamento
8 Gennaio 2026, 09:29
Comune di Sciacca