Le Vie dei Tesori, ultimo fine settimana tra passeggiate, teatro e botteghe
Data:
23 Ottobre 2026
Un dirigibile scomparso in mare, una spiaggia color oro, le acque che risalgono dalla terra e accompagnano la storia della città fin dall’antichità. Per scoprire Sciacca bisogna mettersi in cammino, lasciare che siano una sorgente, un tratto di costa, un monumento incontrato per strada a suggerire la via da prendere. Nell’ultimo weekend delle Vie dei Tesori, sabato 24 e domenica 25 ottobre, tre passeggiate seguono il rapporto profondo della città con le sue acque: quelle che curano, quelle che custodiscono memorie, quelle su cui si affacciano giardini e palazzi. Un filo che prosegue tra teatro, danza e botteghe, fino alle mani degli artigiani che lavorano il corallo, l’oro rosso del mare (qui il programma).

Si parte da una storia che Sciacca non ha dimenticato. Sabato alle 17, Salvatore Monte, per l’associazione Sipario 4, riparlerà del Dixmude, il grande dirigibile francese precipitato nelle acque al largo della città nel 1923. Tra luoghi, testimonianze e racconti, per riannodare i fili di una tragedia rimasta nella memoria della comunità. Domenica alle 9.30 si cambia passo con “Coast to coast”, la passeggiata dell’associazione La Excelencia verso Capo San Marco. Dal lungomare Giovanni da Procida, il percorso segue la costa dall’Arenella, tra anse, ripari di sabbia e roccia e macchia mediterranea, fino alla spiaggia dalla particolare sfumatura dorata, scelta anche dalle tartarughe Caretta Caretta per deporre le uova. Nel pomeriggio, alle 15.30, sempre con La Excelencia, si andrà invece “Alla fonte delle acque sulfuree”: è un ritorno alle origini di Sciacca, alle sorgenti conosciute dai Greci, alle Thermai Selinuntiai, le terme di Selinunte, e a quella cultura delle acque che i Romani avrebbero poi fatta propria. L’acqua conduce anche dentro un piccolo eden appartato: al Giardino Scandaglia domenica dalle 16 alle 18.30, sarà l’attore Nicola Puleo a raccontare la storia de “l’acqua di l’occhi”, la sorgente a cui i marinai ricorrevano per dare sollievo agli occhi affaticati dalla salsedine. Tra gli alberi riaffiora anche un’altra memoria: le monetine lanciate dalla piazza soprastante insieme a un desiderio, raccolte e conservate dalla famiglia. Piccole speranze affidate al giardino, che sabato alle 17 accoglierà anche una sessione di yoga con Agata Romeo, tra movimento dolce, respiro e suoni della natura.

Una delle anime più antiche della città viene evocata nel racconto teatrale di Franco Bruno nella chiesa di Sant’Antonio Abate. Si narra del tempo in cui Giulietta d’Altavilla, figlia di Re Ruggero I di Sicilia, fuggì dalla corte per sposare il cugino Roberto de Basseville e trovò rifugio su uno scoglio a Sciacca: perdonata dal padre, ebbe in dote proprio la città che l’aveva accolta. Sono gli anni in cui a Sciacca nascono alcune delle chiese più belle e antiche, la Matrice, San Nicolò la Latina e, appunto, Sant’Antonio Abate – accanto all’accesso che dà sul mare – intitolata a uno dei primi beati del Cristianesimo. Queste e altre storie sono custodite tra le mure antiche, protette dalla Confraternita del Santissimo Crocifisso che qui ha sede dal XVII secolo.
Un altro giardino, quello di Palazzo Licata Borsellino, conserva aranci amari tra antiche mura e una stanza dello scirocco: qui domenica alle 19 e alle 19.30 andrà in scena “Il filo nudo”, teatrodanza ideato e diretto da Aurelia Lalicata. A guidare il racconto sarà un abito: dalla tunica romana ai tessuti del Rinascimento, dal bianco della regina Vittoria alla libertà degli anni Settanta. E sempre legato al mare è anche l’”oro rosso”: sabato si taglia, si plasma, si cesella alle 11 e alle 17 con il Consorzio del Corallo da Sabrina Orafa; e alle 10 e alle 18 al Museo Nocito, dove la famiglia Nocito-Di Giovanna ha raccolto mappe, bussole, libri di bordo, rami e madrepore: come quinte e scenari accompagneranno anche qui un laboratorio.

È l’ultimo fine settimana anche per attraversare i luoghi del festival. Partendo dalla chiesa più antica di Sciacca, San Nicolò La Latina dove un commovente crocifisso in stile bizantino sembra raccomandare silenzio e austerità. Sabato mattina si potrà varcare per l’ultima volta la facciata a punta di diamante di Palazzo Steripinto e scoprire il piccolo giardino nascosto al piano terra. Restano aperti la chiesa e il Collegio dei Gesuiti, tra tribune dalle grate dorate e stucchi rococò. Si va al Museo del Mare, davanti al piccolo bronzo del Melqart, restituito dai fondali di Selinunte; al Mudia dove chiese e religiosità sono protagonisti. Dalla chiesa barocca di San Michele si sale alla torre campanaria, per ritrovare dall’alto la città appena percorsa. Scoprire mobili, maioliche e piccoli oggetti nella Casa Museo Scaglione, affacciarsi dal matroneo della Badia Grande dietro le grate a becco d’oca. Oppure seguire il lavoro degli artigiani tra le ceramiche della Galleria Fazello e le creazioni del Museo del Carnevale, dove si svela quanto impegno si nasconda dietro una maschera.
Programma e aggiornamenti sul sito e sull’App Le Vie dei Tesori. Centro informazioni 091 8421273.
La formula resta sempre la stessa: basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito de Le Vie dei Tesori o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città.
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Ultimo aggiornamento
23 Ottobre 2026, 09:03
Comune di Sciacca